martedì 21 maggio 2013

Barocco d'Italia

Dopo il grande terremoto del 1693 c'era da ricostruire....
baroni e baronetti siciliani sponsorizzarono tale movimento artistico facendolo esplodere.

Un pò di immagini del giringiro barocco, con tutti gli sbulacchi di cui è capace

Ortigia, piazze del Duomo
Balconata a Noto

Circolo di conversazione a Ragusa Ibla
I tetti di Modica
La meravigliosa scalinata di Santa Maria del Monte a Caltagirone, tutta in ceramica e tutta diversa!
Palazzo a Ortigia
Balcone a Ragusa Ibla
Particolare, Noto
Portico, Ortigia
Ceramiche, ovunque
Caltagirone
Duomo, Modica

domenica 19 maggio 2013

Salariati siculi

Cava d'Ispica


Cava d'Ispica è una delle tante Necropoli sparse per l'isola. Si trova non lontano da Modica. Decidiamo di passarci. All'ingresso il tipico impiegato statale italiano che tante simpatie ultimamente sta suscitando nella popolazione nostrana. Ciccione, brutto, fancazzista. Fedele alla linea se ne sta fuori a prendere un pò d'arietta in questa calda giornata primaverile. Entriamo nel parco, pagando il biglietto anche piuttosto caro, al contrario di altri luoghi che sono gratuiti o economici. In giro l'erba è alta fino alla vita, ci dobbiamo fare largo tra asfodeli, rovi e cespugliame vario. Le catacombe sono interessanti, sebbene ogni tanto, quelle più nascoste vengano utilizzate come magazzino o peggio come discarica dei rifiuti ingombranti. Sopra la necropoli sono state costruite delle case. Ovviamente non ci vorrà molto per incontrare il rivoletto nero di fogna che filtra dai soffitti delle grotte... All'uscita chiediamo conto al nostro eroe di tale scempio, e perchè dobbiamo pagare pure il biglietto per questo.
Lui, complice, risponde: "Aaah! Voi avete perfettamente ragione! E' una vergogna. Lo stato non versa più un soldo per la cultura. Casca tutto a pezzi. E' una vergogna, una vergogna..."
Ci allontaniamo perplessi....


Cavagrande del Cassibile


Cavagrande è un bellissimo canyon profondo 400 metri che scende tra Avola e Siracusa. Il torrente sul fondo della gola è sempre ben alimentato, per cui tanta gente va per fare il bagno o per camminare in giro. All'ingresso, sul piazzale in alto sta un piccolo omino con i baffi e i capelli bianchi che vi chiede di registrarvi prima di scendere e a cui dovreste comunicare alla fine di essere tornati.
Quando risaliamo dalla scarpinata ci fermiamo a bere una birretta al chioschetto locale e lui si siede lì con noi e ci racconta delle tante ore spese a far nulla quando al canyon si vedono 1 o 2 visitatori in tutta la giornata. Visto che il sentiero di discesa è sempre stato un precipizio verticale lui e alcuni suoi colleghi si sono messi lì e con mazzetta e scalpello hanno scolpito a mano ogni gradino, ogni singolo gradino, fino a 400 metri metri più in basso. A mano! A mano!!! Punta e mazzetta.
Quando invece viene la stagione più calda, "pulizzano" la stradina sterrata che porta ai campi, per via degli incendi, nessuno glielo chiede e nessuno lo paga per questi lavori extra, ma visto che nessuno se ne frega, e meno che mai la provincia, lui li fa lo stesso, perchè è nell'interesse suo e di tutti che gli incendi non distruggano tutto.

Ecco, due storie, due modi, due punti di vista su come prendere in mano le cose. Con buona pace di chi si ostina a colpevolizzare chi sta in alto, le istituzioni, lo stato, le amministrazioni. Che sono popolati di ladri e buoniannulla raccomandati, ma che vengono sempre bene per pararsi il culo...
Hai sentito, ciccione?

Vulcanelli di Maccalube

Aragona ha un primato. E' il paese con il più alto tasso di emigrazione d'Italia. Ce ne siamo resi conto anche noi. Ore per trovare un supermercato o un alimentari. Niente da fare. Tutto chiuso e deserto. Siamo dovuti andare a 20 km per trovare un terribile discount qui, nella terra dei sapori.


Non siamo venuti per ammirare questo record. Siamo venuti per visitare la riserva integrale di Maccalube. Nessuno la conosce, ma è un posto fantastico. Quando ci siamo parcheggiati all'ingresso del parco e ci abbiamo passato la notte abbiamo assistito ad una lunga processione di abitanti che venivano a dilettarsi, a piedi o in macchina, nel loro passatempo preferito, fare giri da casa alla riserva, evitando, tra l'altro, di entrare...


Qui è un piccolo paradiso palustre, la cui specialità sono i vulcanelli di argilla. Piccoli coni che eruttano fanghiglia spinti da emissioni gassose fredde.


Che figata!


Sono proprio come dei minivulcani, con tutti gli accessori compresi, caldere, eruzioni, colate


E danno al paesaggio un panorama bizzarro


L'argilla è buona per fare i fanghi


Si cammina impantanati


Intorno all'area "vulcanica" c'è tutta una zona palustre con altre risorgenze più o meno pericolose


Più in lontananza rospi, insetti e piccoli pesci popolano una riserva dove restiamo a passare la giornata a fare nulla, a goderci l'attimo che ci investe di tutto il suo splendore...


Akragas

300mila abitanti contava la città ai tempi del tiranno Terone, ma è dopo la sua morte e la fine della tirannide che il filosofo democratico Empedocle da il via alla costruzione dei famosi templi


Il Tempio della Concordia è quello meglio conservato, perchè i cristiani lo trasformarono in una chiesa.

I greci di estetica della vita ne capivano. Eccome se ne capivano. Basta aggirarsi per queste colline per assaporare l'opulenza del tempo. I filosofi e i sacerdoti se ne andavano questionando in giro inebriati dai profumi della primavera godendo della magnifica vista mare e ascoltando i suoni delle fontane e delle cetre. E chi stava meglio di loro?


Tutto intorno è un tripudio di colori, di suoni e di profumi


Il tempio di Zeus era il più grande di tutto il mondo antico occidentale, 6mila, dico 6mila metri quadri di superficie per un altezza che supera i 30 metri con colonne di 4 metri di diametro, telamoni alti quasi 8 metri!


Non c'è che dire, facevano le cose in grande. Essere catturato dai Greci come prigioniero di guerra a quei tempi non era un buon affare.

La ricostruzione che si trova dentro al museo archeologico
Quelli sono i telamoni di 8 metri.....
Poi i geni del tempo, e va beh che cazzo ne sapevano, o forse lo sapevano, ma se ne fotterono, nel XVII secolo decisero che i resti delle colonne del tempio venivano bene per costruirci i moli di Porto Empedocle....
Aaah, destino beffardo! Chissà il vecchio filosofo quanti rigiri nella sua antica tomba, oltre a distruggere il suo favoloso tempio, usano i suoi resti come zetto per un porto che porta il suo nome...


Non lo dice nessuno, ma in cima alla valle, dopo il tempio della Concordia se scendete a sinistra attraversate i campi, ora meravigliosamente fioriti


e dopo una passeggiata di un km attraverso le rovine dei quartieri ellenistico romani che presentano ancora bellissimi mosaici a pavimento


arrivate fino su al museo archeologico, che se si ha voglia merita una visita, ti danno un biglietto unico e scontato per entrambi.

Elmi di ferro







Ben conservati vasi con bellissimi disegni di vita quotidiana
Gigantesco Telamone

Scala dei Turchi

Ve lo ricordate il primo pittore romantico tedesco?
Caspar David Friedrich, che dipinse Le scogliere di Ruegen
Non ci sarà lo stesso clima artistico, emotivo e soprattutto metereologico, però la Scala dei Turchi è uguale


Una gigantesca falesia di marna che scende a grandi gradoni rotondeggianti verso il mare


E' talmente bianca da accecarti gli occhi


L'effetto luminoso al tramonto è favoloso


Ci aggiriamo camminando lenti fino alla spiaggia che sta sotto la scogliera


Il tempo in Sicilia si è veramente fermato


Poltrone naturali ti riparano dal vento


Sguardi di uomini con i muscolosi torsi nudi ci seguono con quei noti sorrisini maliziosi. Solo uomini. Mi sa che è un ritrovo gay da ste parti. Non lo sapevamo, mavabè. Hanno gusto estetico e fanno bene. Romanticismo siciliano


Al ritorno facciamo il giro largo, la luce disegna lunghe ombre che si stagliano sul mare


sabato 18 maggio 2013

Gibellina

La notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 la terra trema nel Belice, e come sovente accade in Italia, non serve una magnitudo da basso hardcore, basta un tweeter scassato per distruggere tutto.
Pare che tutto sia rimasto come allora, perlomeno i vecchi paesini mai ricostruiti, e così ce lo segnamo sulla nostra mappa....


"Ma cosa ci andate a fare lassù? Sono persone borderline, ci vivono gli ignoranti, è pericoloso..."
Sentenziano alcuni personaggi di larghe vedute....
Bah! Forse è proprio per quello che ci andiamo. Perchè il turismo non sia sempre spiaggia, pranzi, figa e monumenti. Per andare a vedere. Per sentire che si dice.


Per dare attenzione ad una realtà compromessa, ferita, dove la natura non ha fatto altro che rivelare la superficialità e la disonestà della classe dirigente, ora come allora.



Gibellina vecchia, uno dei centri più devastati dal sisma.
Ci aggiriamo silenziosi in mezzo ad una natura gaia e rigogliosa, le piante si riprendono gli spazi


In cielo migliaia di rondini volano veloci, hanno il loro bel daffare adesso.


Tracce di vita passata


Persino il monumento alla memoria è occasione per tornare ad insultare l'uomo e la terra


Arriviamo fino al Cretto di Burri...


Non è che ci impressioni molto....


Ma il senso ce l'ha, eccome se ce l'ha.


Intanto l'amministrazione comunale da ordine di tagliare il prato e tenere pulito. Ognuno cerca di fare i conti con quello che ha, e qui, per quel poco che vale, ci tengono. A differenza di molte altre realtà. 
L'atmosfera però non è greve.
E'...
E' quello che è.
E basta.