giovedì 15 marzo 2012

Cucina indiana

Finalmente l'incontro con la cucina indiana si dimostra all'altezza delle aspettative, qui è il paradiso dei vegetariani. A parte nei locali musulmani dove mangi anche il pollo, ovunque solo vegetali, non trovi  le uova e nemmeno i formaggi, ma le pietanze sono sempre cotte in modi fantasiosi e succulenti, pure troppo....
E niente posate, qua si usano solo le mani...


Il piatto nazionale è il Thali, riso accompagnato da diverse scodelle piene di verdure e zuppette piccantissime ma deliziose.


E poi, dove si trova, il pollo thandoori, cotto in una specie di forno e ricoperto con un misto speziato che lo rendono buonissimo e manco a dirlo veramente e ferocemente infuocato, piccante tanto da incendiarti tutto il tubo digerente fino giu' in fondo al profondo buio del lontano ano. Non ci era mai capitato, ma, ebbene sì, è successo


Al nord i nepalesi preparano i succulenti Momo, delle specie di ravioli al vapore ripieni di gustose verdure speziate. La faccia di Paola dice tutto!


Per fortuna tutti i piatti sono accompagnati dal semplicissimo e gustosissimo Chapati, o Roti, una specie di piadina cotta a secco nel forno thandoori, provvidenziale nello spegnerti le colate laviche che ti infiammano la bocca


Per strada il fritto la fa da padrone


E si trovano deliziosi pakora, frittelle di verdure e Masala Dosa, involtini fritti di verdure


Anche se il re delle bevande servite per strada, sui treni, nei locali è il chai, un tè al latte speziatissimo


E che dire delle abbondanti e freschissime insalate di frutta che ci auguravano il buongiorno ovunque noi andassimo?


Il tutto proveniente da cucine che spaventerebbero Lucifero in persona dovesse avere mai la sfiga di metterci piede dentro...


In India l'antipasto sono cipolle bagnate con il limone, poi la portata, abbinata a yogurt per stemperare, infine mentine con anice che miracolosamente spengono la fornace che hai in bocca.


Camerieri gentilissimi sempre, anche se un po' sprovveduti, mavabe', pazienza se mentre ti serve il riso ne butta meta' sul tavolo, simpatico quello che infila il resto dentro le mentine che stai gustando a fine cena, incredibile quello che finita la colazione raccoglie lo straccio che usa per lavare in terra e viene a pulire il tuo tavolo!

mercoledì 14 marzo 2012

Arti e mestieri 1

Gli indiani sono i più grandi e geniali tapullanti del pianeta!

 Goa, pescatore
 Hampi, cavatori, ci hanno raccontato che prendono 2 rupie per ogni pietra di granito ricavata a mano!
 Hampi, donne nelle risaie
 Hampi, lavandaie lungo i canali d'irrigazione
Hampi, barbiere con vista 
 Hospet, macerazione della canna da zucchero
 Hospet, uomini - e donne! - costruiscono una strada
 Hospet, fabbrica di mattoni
 Hospet, donne lavapiatti
 Hyderabad, venditore di bethel
  Hyderabad, giovane commerciante davanti al suo negozio
 Hyderabad, spazzina
 Hyderabad, conducente di rikshaw a riposo
 Hyderabad, imbianchini attendono la chiamata
 Hyderabad, mercanti di tessuti

martedì 13 marzo 2012

Indian Railways 2

Immagini dell'India riprese dai treni in corsa...

 Passando nel cortile di casa di questi due forse fratelli

 Bisogni mattutini con panorama

 Zigzagando pali della luce

 Operaio delle ferrovie

 Pubblicità con vista

Bisogni mattutini infrattato

 Alla ricerca del pranzo

 Chiacchierando del più e del meno

Riunione di famiglia

 Discarica di quartiere

 Tetti con vista

 Lavanderia

Remando in un immensa, infinita fogna a cielo aperto

lunedì 5 marzo 2012

... et Amo


...eppure questa resta una lettura inevitabilmente superficiale, determinata dalla visione asettica e moralista di un occidentale che non sta nemmeno un mese a zonzo in questo paese di folli...

Ci pensa il fantastico mondo di Varanasi a calarti in quella dimensione onirica in cui tutto si mescola  in un minestrone indubitabilmente armonioso, una dimensione in cui, come in un sogno, i contorni si fanno sfumati, le parole si confondono, gli odori si mescolano, la percezione si fa - appunto - fantastica, regalandoti sublimi momenti di contemplazione estatica.
Sublimi....

Totalmente fuori dal giudizio, dal fastidio, dalla morale, dal devi fare cosi e questo dovrebbere essere cosa'.
Tutto scorre in un Pantheon delirante e perfetto allo stesso momento, tutti sanno esattamente cosa devono fare e seguono il loro destino senza farsi tanti problemi, il concetto stesso di sofferenza, tanto temuto e fuggito in occidente, e' parte integrante del gioco, si accetta e basta, e va bene così perche' così deve andare.
Il dolore, la tristezza, la poverta' sono intrinsecamente dentro le nostre vite, e noi possiamo fare ben poco per mitigarli ed allontanarli. Anzi, non possiamo fare un bel niente. Possiamo solo farli nostri, perche' sono nostri.

Parlandone insieme sul treno Paola se ne esce con un intuizione geniale. "Gli indiani fanno tutte le cose allo stesso momento e nello stesso luogo, sono tutt'uno con tutti!"
Gli indiani sono una cosa sola! Fanno tutto insieme, confondono le loro vite con tutti gli elementi che li circondano. Vivono insieme ad altre persone, vivono con gli animali, mangiano, cagano, scopano, dormono, tutto insieme. Piangono, ridono, giocano, muoiono, ballano, si ammalano tutti insieme, nello stesso momento e nello stesso luogo....
Sono tutti una cosa sola.
Siamo tutti una cosa sola...
E questo e' un posto che te lo mostra schiettamente, senza tanti fronzoli, ne' peli sulla lingua...

La vita mi sta mostrando cose e io le allontano giudicandole attraverso la lente della mia morale e del mio concetto etico di giusto, tutto particolare, perche' molte delle storie raccontate nel post precedente succedono uguali anche nella nostra "civilissima" Europa (per non parlare dell'Italia), e molte altre sono la diretta conseguenza delle azioni dei nostri antenati. Anche se e' bene precisare che possiamo benissimo giudicarle schifose ovunque esse succedano, e se gli antenati hanno rapinato, ucciso, squartato, colonizzato, esportato, schiavizzato, la cosa non riguarda me, fosse stato anche mio padre.
O meglio, mi riguarda eccome, perche' la storia del colonizzatore bianco fa parte di me, come fa anche parte di me la storia del povero negro schiavizzato, pero' senza nessun filtro morale che decida chi dev'essere nel giusto e chi dev'essere colpevolizzato.
Colpevolizzato per un intera vita, anzi, per alcuni addirittura per l'eternità! (a buon intenditore....)

Ma il punto e' un altro. Il punto e' non riuscire ad accettare cio' che e' allontanandolo con il giudizio. Il punto e' resistere ad un ordine di cose che esiste, che non dipende da noi e che non possiamo cambiare, se non illudendoci di farlo attraverso la nostra morale, che e' sempre la migliore.
In quel momento perdiamo fiducia e questo ci frega. Le cose non dipendono dalle nostre azioni ed e' un po' arrogante pensare che noi piccoli uomini possiamo determinare lo sviluppo della vita.
Fiducia significa comprendere che il corso della nostra vita e' nelle mani di qualcun'altro, o di qualcos'altro, ma non nelle nostre. 
Non e' facile mantenerla questa fiducia in mezzo a tutta questa miseria, a tutto questo mondo completamente capovolto. Eppure so che tutto questo che vedo, che sento, che odoro e' messo lì per insegnarmi qualcosa.
Soprattutto le cose in cui ci vado sotto. Soprattutto su quelle.
E l'India per questo e' una scuola senza pari, così come la vita che conducono gli indiani, lo sporco, la miseria, la poverta', le ingiustizie.
Non che gli indiani, un miliardo e quanti mila milioni, siano tutti consapevoli di questo. Loro nascono in una societa' povera e tremendamente sovrappopolata, con risorse limitate, ingabbiati da rigide regole religiose che ne compromettono ogni possibilita' di miglioramento, perlomeno in questa vita. Queste catene, unite a quelle sociali, determinano un popolo intero che non fa altro che sbarcare il lunario, che con grande fantasia tapulla, che si arrangia per arrivare a fine giornata (ma quale fine mese!).
E' ovvio che la gente se ne frega del domani, che pensa al presente, perche' solo a quello puo' pensare, a che altro potrebbe pensare...
E questo finisce per valere anche con chi ha iniziato ad accumulare fortuna; anch'egli vive alla giornata, non investe nel domani, non si cura di altro che di godere del momento presente. E in qualche modo e' una lezione che all'occidentale, sempre proiettato nel futuro, serve e forse e' uno dei motivi per cui questo paese diventa cosi ammaliante. E' un paese che si arrende completamente.
Si arrende!

Ma senza andarci sotto, è questa la cosa incredibile! Ridono sempre e non si incazzano mai! In tutto questo delirio in cui nascono, crescono e vivono sono sempre tranquilli e rilassati e qualunque cosa succede non perdono mai le staffe. Si ammucchiano tutti i giorni uno contro l'altro nel folle traffico cittadino, si alzano, ridono e ripartono.
Ti guardano, soprattutto se sei bianco, perchè sono incuriositi, specie nelle zone rurali, ma ti guardano perchè stanno comunicando con te, non per sfidarti. Anche io all'inizio restavo interdetto e il primo pensiero, stupido, che mi saliva era, oh ma che cazzo ti guardi! Ma te lo immagini un barbaricino se niente niente lo guardi negli occhi per più di 3 secondi?

Sono generosi, ho visto piu' elemosina elargita ai poveri in India in 40 giorni che in tutta la mia vita in Italia! Se sei senza niente da mangiare sul treno stai certo che qualcuno arriva e condivide qualcosa con te, anche se sei un ricco turista bianco e davanti hai uno della classe media che guadagna in un anno quello che guadagni tu in un mese. Ma ve la immaginate che fa una coppietta di Vicenza sul treno con di fianco un indiano che sta visitando l'Italia e che si e' dimenticato il pranzo?

E poi come muovono armoniosamente la testa quando annuiscono o quando salutano, ti mettono così bene che e' impossibile restare incazzati. Saranno pure all'eta' della pietra, ma sorrisi come questi li trovi difficilmente in occidente. Persino all'interno dei luoghi piu' marci, lavorando nel fango o in mezzo alle cave per una paga miserabile la gente non perde mai la voglia di sorridere. E quanto sono belli i bimbi che giocano alla lippa o che inseguono spensierati un vecchio pneumatico di bicicletta che rotola giu' per la discesa? Ma li avete mai visti i bambini occidentali che digrignano i denti davanti alla playstation?

E' bello come tutto succede insieme a tutto, al di la' di ogni interpretazione soggettiva...
E questo e' sperimentazione...
E' accettazione...
E' gratitudine...
E' fiducia...

Ma questo e' Amore!

India Odi....


L'impatto e' duro e lo sappiamo che non si viene in India per divertirsi... pero' no, questo posto non ci piace, non lo comprendiamo, non riusciamo ad accettarlo. E' troppo!"

Quanti pensieri e quante parole attraversano le nostre menti...

"Siete degli zozzi!"

E' troppo sporco, la gente non se ne frega nulla della terra in cui sta, non se ne frega nulla di vivere male, in mezzo alla merda, le madri che allattano i figli seminudi ai bordi delle strade non se ne fregano se il loro vestito e' sporco della merda che il figlio ha appena scaricato, non se ne fregano di scracchiare continuamente, ma continuamente! (devono avere qualche patologia all'apparato respiratorio per sputare e scatarrare di continuo cosi), di vomitare a tutti gli angoli delle strade, non se ne fregano di lordare le strade, inquinare i fiumi, mangiare il riso al petrolio, lavarsi nella melma, respirare miasmi venefici, camminare a piedi nudi fin dentro al cesso di treni marci.
Non gliene frega un cazzo di niente.

"Non avete rispetto per nessuno"

Non gliene frega di fermarsi e far passare un disabile che si sta affannando ad attraversare la strada, non gliene frega di montare con le ruote dell'auto sul rickshaw di quello che piu' avanti si sta facendo un culo cosi' per portare un quintale di legna in cima alla salita, non gliene fotte di spingere con la moto una famiglia terrorizzata che sta camminando in mezzo ai vicoli strombazzando continuamente con il clacson
Non gliene frega un cazzo di niente.

"Siete repressi"

Gli adolescenti sono repressi, vivono in una societa' repressa sessualmente e allora fissano bavosi le turiste straniere, ti si piazzano davanti a venti centimetri guardandoti mentre baci la fidanzata, oppure se semplicemente stai riposandoti all'ombra di un albero, se poi sono in gruppo si mettono ad urlare come scimmie vogliose arrivando anche a provare a toccarti le parti intime. Non hanno mai visto una donna nuda in vita loro, figuriamoci che effetto possono fare due spalle scoperte.

"Siete dei ladri"

Provano sempre ad incularti, in qualsiasi situazione cercano di spillarti dei soldi, il tuc tuc sulla corsa, il guardiano del tempio che ti ha spiegato una cosa, il baretto sulla strada centuplicando il costo del thali, il portiere d'albergo sul resto, il cambiavaluta sul cambio, addirittura cercando di rifilarti una banconota da mille rupie false e incazzandosi se gliele restituisci!


"Siete dei miserabili"

La poverta' e' intollerabile, ma questo sarebbe uno di quei paesi in pieno boom economico? Ma che paese e' questo che permette ai bambini di salire disperati sui treni ad esibirsi come scimmiette tra l'ilarita' dei passeggeri, che fomentano questi episodi pagandoli? Che paese e' questo che relega le vedove ai margini della societa' rifiutando loro persino un funerale decente? Che paese e' questo che convive indifferente con malattie come la poliomelite e la lebbra (la lebbra, cazzo! La lebbra non esiste dal medioevo!) di fianco a rampanti yuppies interessati solo all'orgoglio della nazione indiana (ma orgoglio di cosa?)?


"Povere donne..."

Le donne vivono una condizione di sottomissione assoluta, piu' ti spingi verso le zone rurali e piu' vedi donne eseguire i lavori piu' duri e pesanti mentre gli uomini guardano. Non possono parlare, non possono guidare, non possono fare nulla che non sia fare figli e curare la casa. Se non hanno ancora figli a 25 anni per loro e' la fine. A volte trovi lungo la strada delle derelitte che vagano solitarie, coperte di stracci, relegate ai margini per chissà quale terribile colpa commessa

"Ma cazzo, ma iniziate a distribuire dei gondoni, qua la situazione e' insostenibile!"

L'Uttar Pradesh e' grande 2/3 l'Italia e contiene 200 Milioni di persone...
Duecento milioni!!!
Ma come cazzo fate? Non c'e' un fazzoletto di terra dove tu possa fermarti a farti i cazzi tuoi che due occhi stanno li a guardarti....
Maledetti Thugs!

"Siete all'eta' della pietra"

Minchia, ma coltivate ancora con l'aratro tirato dai buoi e avete la lebbra!

"Ma il gusto?"

Non ho mai visto un indiano vestirsi con gusto, a meno che non abbia un qualche abito tradizionale da Maraja...

"E poi i vostri piedi sono terrificanti!"

Manco nell'architettura avete il minimo senso del decoro, trasformate un paese intero in orripilanti colate di cemento senza capo nè coda nè progetto nè ide, le uniche belle creazioni architettoniche che avete le hanno fatte gli inglesi e gli arabi!

Non gliene frega un cazzo di niente.

Ma come cazzo fa la gente ad innamorarsi di sto posto e tornarci per 40 anni?

Rishikesh


Il caldo insopportabile del lungo premonsone sta arrivando anche qui e allora cambiamo programma e invece di scendere lentamente verso Mumbai attraverso Kajuraho, Orrcha e Bhopal seguiamo le nostre amiche bancarellare incontrate a Varanasi e saliamo nella capitale mondiale dello Yoga, Rishikesh, dove il Gange esce poderoso dalle profonde gole che ha scavato fino alle propaggini himalayane per buttarsi nella grande pianura indiana.
E dove perde la sua purezza di fiume glaciale per trasformarsi nella (sacra) discarica di tutto il paese.


In questo punto il Gange drena da solo l'acqua di centinaia di km di ghiacciai e le portate crescono incredibilmente dal mattino al pomeriggio.


A Rishikesh convergono i frichettoni un po' meno interessati allo sballo (quelli vanno a Manali, ma adesso è ancora presto), che seguono percorsi di ricerca interiore; a parte lo Yoga si moltiplicano incontri e seminari di meditazione dinamica, della risata, della morte, della danza, del respiro, e cosi è pieno di persone che compiono le azioni piu strambe sperando affannosamente di trovare qualche segno rivelatore del messaggio ultimo. Scene esilaranti, ma anche tante persone genuinamente interessate ad approfondire la ricerca di se', ognuno a modo suo.


A Rishikesh vi sono anche diversi templi Indu e cosi è un continuo pullulare di pellegrini indiani in visita religiosa; e poi vi sono i Sadu e i Sannyasi, queste strane figure vestite di bianco o di arancione, che stanno tutto il giorno accovacciati agli angoli delle strade a mendicare, qualcuno cerca di scambiare qualche parola disinteressato, ma i piu cercano solo di spillare un po' di Baksheesh ai turisti.


Scelgono di vivere ai margini della societa', si fanno dei gran chiloom di charas tutto il giorno, mendicano e riflettono sulla condizione umana, vivono per strada o in qualche Ashram che provvede vitto e alloggio gratuiti, d'estate salgono sulle cime dell'Himalaya ad eremitare per le valli...
Chissà se lo fanno tutti sinceramente o se molti sono qui solo a scrocco, sono figure interessanti ma purtroppo la barriera della lingua impedisce di approfondire la conversazione.


Sono molto solitari e non e' detto che siano tutti Indu', c'e' spazio per tutte le religioni, si dice che quando sanno di stare per morire si sucidano, e i corpi non vengono bruciati, ma buttati con una pietra al collo in fondo al Gange.


Intanto ci viene una folle idea, che alla fine infatti si rivelera' essere troppo folle. Affittiamo una moto con l'intenzione di andarcene su per il Gange fino a Josimath, alle pendici del Nanda Devi.


Sapevamo che oltre i 2000 fa ancora troppo freddo, pero' contavamo di restare sotto e fare qualche passeggiata non troppo distante dalla catena Himalayana, ma veniamo subito stoppati dalla dura realta'.
Le pessime condizione delle strade ci impongono una velocita' media di 30 km/h e ad ogni tornante che scavalca un piccolo affluente del Gange è come se avessere fatto saltare le strade con le mine. In piu' pare che le guest house siano ancora tutte chiuse, noi siamo vestiti con straccetti frichettoni goaniani e in 2 ore di marcia forzata arriviamo solo a Devaprayag!


Un simpatico paesino abbarbicato alla confluenza dell'Alaknanda e del Baghirathi che da questo punto si trasformano nel Gange. Ovviamente, manco a dirlo, è un posto sacro, povero Gange cosa ha fatto per meritarsi tutto questo! Templi e tempietti, e belle rapide potenti che scendono dalle montagne.


Nel pomeriggio decidiamo di tornare mesti mesti alla base e abbandonare tutti i sogni di gloria... con un minimo di organizzazione e un pò di tempo in piu' magari si poteva anche compiere l'impresa, ma l'amara verita' e' che siamo gia' scoppiati e non abbiamo il fisico! Riscendiamo lungo gli aspri tornanti di questa terribile strada di montagna, intorno a noi folli guidano camion e autobus a tutta velocita' sfiorando i gia' malconci parapetti della strada, ogni tanto in qualche punto sfondato da chissa' chi e con chissa' quali conseguenze.


Da ogni autobus spuntano teste di gente con gli occhi riversi che vomita l'anima colorando di vivaci tonalita' le bianche fiancate.
Ci fermiamo presso una bella spiaggia a fare il bagnetto nelle gelide e sacre acque del Gange, vicino ad un accampamento di tende.


Qui tra gli indiani va di moda il rafting, fanno delle specie di vacanze avventura di piu' giorni lungo il fiume con pernottamento in orribili campi tende disseminati sulle migliori spiagge del fiume, una vera seccatura per noi che non siamo mai riusciti a trovare una spiaggetta pubblica.


Dopo una mezzoretta arriva il solerte custode a dirci che la spiaggia è privata e io gli chiedo se possiamo stare lo stesso che da lì a poco ce ne saremmo andati, e lui dice di sì. Poi anzichè andarsene, in perfetto stile indiano, si sposta di un paio di metri e resta lì a fissarci per tutto il tempo. La discrezione è uno dei grandi pregi di questo popolo...


Tornati a Rishikesh, Shiva deve aver pensato che io, profano, abbia esagerato bagnandomi nelle sacre acque del suo santo fiume e mi è risalita la febbre. Cosi il nostro soggiorno si prolunga pigro e ci adattiamo ai lenti ritmi del luogo... Yoga, Chai, Ghat, parole, santoni svitati


Passeggiate fino a incontaminati angoli ad esplorare piccoli torrenti


Schivando aggressive e prepotenti scimmie che minacciose tentano in ogni momento di sottrarci il pranzo


Ozio sulla spiaggia ad osservare il grande fiume scorrere lento verso l'eternita'.